Tra architetture gotiche e segreti moderni, David Balda dirige un'opera che trasforma le fragilità umane in uno scacco matto politico e spirituale. Ispirato a testimonianze reali e ora al cinema. Vai all'articolo
di Silvia Guzzo
Un cast internazionale per un viaggio visivo ipnotico, dove simbolismo rinascimentale e inganni moderni svelano l'irreversibile morsa psicologica delle élite.
Dopo il promettente esordio con Intruder, il regista ceco David Balda torna dietro la macchina da presa per dedicarsi a un lungometraggio dai toni oscuri, intriso di simbolismo e continui rimandi tra ieri e oggi. Presentato in anteprima mondiale a Roma, Manipulation, dal 14 maggio al cinema, si apre infatti in un tempo sospeso, di cui è inizialmente difficile stabilire le coordinate. Le prime scene del film mostrano un giovane uomo alle prese con una cerimonia di iniziazione che prelude al suo ingresso in una misteriosa congrega, riunita tra le mura di un palazzo rinascimentale. I riferimenti – che poi si riveleranno ricorrenti – all’operato dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo sembrano ricondurre a un’atmosfera fine cinquecentesca. Eppure, dopo solo qualche minuto, ritroviamo il nostro protagonista a una festa e il clima cambia completamente: gli invitati al party sono vestiti con abiti contemporanei e la musica in sottofondo è quella dei giorni nostri. Vai all'articolo
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