Russia, anni '90: Vadim Baranov, ex artista, diventa lo spin doctor dello "Zar" Putin. Ma Ksenia, donna libera, rappresenta la sua possibile via di fuga.
All'inizio degli anni novanta, mentre l'Unione Sovietica si sgretola, Mosca è una città in fermento, dove all'improvviso tutto è possibile, sia per chi vuole arricchirsi che per chi è mosso da propositi più idealistici. Tra questi ultimi c'è Vadim Baranov, giovane intellettuale che ama il teatro e la comunicazione. L'incontro e poi la separazione con Ksenia, donna abile a sentire dove va il vento e a posizionarsi di conseguenza, lo convince però che non sarà l'arte ma la politica a definire la nuova era che sta arrivando. Dopo aver lavorato per la TV, viene coinvolto nella scelta di un malleabile fantoccio che possa puntellare la presidenza agli sgoccioli di Boris Eltsin: si tratta del capo dell'FSB Vladimir Putin, all'inizio riluttante ma poi affascinato dal consolidamento del potere. A garantirglielo sarà proprio Baranov, che si trasforma in superbo stratega ed eminenza grigia della nuova Russia. La recensione